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Camere #11 : Elusive. Benassi , Ottertun , Strinna

a cura di Jimmie Durham

RAM



Roma - dal 22 marzo al 30 aprile 2010

Via Conte Verde 15 (00185)



Come può reagire un artista alla quotidianità e all' habitat che ha vissuto schiacciato dalla devastante dimensione urbana, lo vediamo in Camere #11: Elusive, una mostra creata da Jimmie Durham al RAM (radioartemobile) ad opera degli artisti Riccardo Benassi, Magnus Ottertun ed Elisa Strinna che si esprimono ogni uno in una differente camera per conto proprio, ma accomunati dal fatto che tutti e tre usano sonorità metropolitane. Con la sequenza delle camere così combinate, lo spazio espositivo diventa un immaginario percorso, itinerante di varie impressioni e di varie suggestioni.

Il suono che emettono gli oggetti di uso quotidiano appositamente registrati ed udibili in cuffie sono il sonoro dei video che ritraggono la città in particolari aspetti “intimi” dell'artista, è la stanza così organizzata di Magnus Ottertun.

Proseguendo entriamo in un altra stanza dove un lungo rotolo di feltro di circa un metro di larghezza appeso al soffitto della stanza fa da padrone per la rilevante imponenza che assume. Il feltro, liberato come a srotolarsi, cadendo casualmente sul pavimento, si svolge tortuoso sino ad arrivare alla finestra dove pare voglia dileguarsi accompagnato da sonorità urbane. Questa installazione è un ambientazione dal titolo The First Kiss (Bending a Building) di Riccardo Benassi.

Anatomia di un sogno è la stanza di Elisa Strinna dove in maniera molto elementare ed essenziale si adopera per concezioni filosofiche di grande rilievo. La visone è un percorso fragile. Le utopie risplendono quando non c’ è luce. Col passare del tempo sbiadiscono, come astri al chiarore dell’alba, dice l'artista. In un antiquato e scuro monitor catodico si vede una piccola luce, è l'astro che man mano risplende e si ingrandisce di dimensione, quella che era un annuncio di piccola luce sarà il chiarore dell'alba nella quale si disperderà, perché tutto lo schermo per intero diventerà un unico bagliore di luce, da cui non è possibile più distinguere se in esso risplenda qualche astro. L'anatomia di un sogno vissuta nella fragilità della visione è così dimostrata con un esempio pratico, proprio come facevano i filosofi per dimostrare i loro assiomi.

La follia dell'intorno sonoro e visuale delle città sono nelle Camere #11: Elusive l'ennesima documentazione dell'arte contemporanea come il grande telo bianco “sporcato” da Jimmie Durham che primeggia su una grande parete solitaria della galleria RAM, altra opera parte integrante della mostra.



Giovanni Lauricella

 

Tempio teatro